pericolo inquinamento

Sono da rivedere al rialzo, purtroppo, le cifre relative ai danni dell’inquinamento, sia all’esterno che all’interno delle abitazioni. Lo svelano i nuovi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’.

L’inquinamento risulta sempre più pericoloso, sia all’esterno (dove è rilasciato, per esempio, dai tubi di scappamento delle automobili), che all’interno (a seguito della cottura dei cibi, o di tutti i processi di combustione domestici come camini, stufe e candele). A raccontarlo è il Guardian, che si basa su una serie di report divulgati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Institute for Health Metrics and Evaluation alla University of Seattle.
Secondo gli studi degli esperti, ci sono stati quasi 3 milioni e mezzo di morti nel 2010 a causa dell’inquinamento esterno (nel 1999 erano 3 milioni). L’inquinamento indoor fa ancora più danni, portando il numero di vittime ad un totale di ben 7 milioni l’anno. Heather Walton, del King’s College London, sostiene che il rischio relativo derivante da esposizione a diossido di azoto è simile a quello da esposizione a polveri sottili. E fa incrementare la mortalità del 5,5%.

Il collegamento tra inquinamento e danni alla salute sta diventando, in effetti, sempre più chiaro, anche se solo dall’inizio degli anni novanta gli scienziati hanno iniziato a condurre studi che ne provavano indiscutibilmente la correlazione.
Nel 1993, un lavoro dei ricercatori della Harvard School of Public Health, ha mostrato che livelli alti di inquinanti sono associati a tassi di mortalità più alti; viceversa, uno studio del 2008, condotto dalla stessa Èquipe, ha svelato che la pulizia dell’ambiente da sostanze pericolose aumenta significativamente l’aspettativa di vita.
Gli scienziati sono soprattutto preoccupati sull’effetto di tali sostanze sulla salute dei minori: uno studio pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine ha mostrato, per esempio, che l’esposizione a inquinanti è estremamente pericolosa per lo sviluppo del sistema respiratorio dei bambini.