Papa Francesco parla di ambiente

Le prossime righe racchiudono un messaggio forte e una svolta epocale.

“Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data”.
Papa Francesco parla della “crisi” attuale e chiede “a tutte le persone di buona volontà” una “conversione ecologica” e una “nuova solidarietà universale”, nell’enciclica Laudato sii “sulla cura della casa comune” che sarà pubblicata giovedì. Il testo era sotto “embargo”, il sito dell’Espresso lo ha pubblicato lunedì pomeriggio: “una bozza” e “non il testo finale”, ha detto padre Lombardi.

In Vaticano c’è grande irritazione, la “violazione delle regole di correttezza” è considerata una mossa deliberata “contro il Papa e contro l’Enciclica”, per indebolire la presentazione di un testo che critica lo squilibrio tra Nord e Sud del mondo e la politica ambientale dei Paesi più potenti, parla della “regola d’oro” della “subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni”, e aveva subìto un fuoco di sbarramento prima della pubblicazione soprattutto negli ambienti ultraconservatori statunitensi.

Ci sono passaggi durissimi: “I poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono speculazione e ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente”. E ancora: “» prevedibile che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse, si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre”. Tutti devono avere il coraggio di impostare progetti a lungo termine anzichè cercare il potere. Ne va della nostra sopravvivenza, dell’armonia del creato: “Lo scopo finale delle altre creature non siamo noi”.