Incendio al deposito merci: colpa di una batteria a litio?

Deposito Bartolini in fiamme: l’incendio è partito da un pacco
Durante le fasi di caricamento di un tir diretto a Torino, un magazziniere si sarebbe accorto di un fumo sospetto che usciva da un pacco sistemato nella stiva del camion. Da lì a poco le fiamme si sarebbero propagate distruggendo, in pochissimo tempo, il deposito di Brt di via Don Giovanni Minzoni, nel quartiere Bovisa di Milano.
Non è ancora ben chiaro quale sia stato il contenuto del pacco e il perché questo abbia preso fuoco.
Ciò che si può ipotizzare è che il contenuto del pacco potesse essere un prodotto disposto di batteria al litio.
Le batterie al litio sono ormai presenti ovunque — e-bike, monopattini, utensili, carrelli elevatori, sistemi di accumulo — e la loro diffusione cresce più velocemente delle procedure di sicurezza pensate per gestirle. Quando lo stoccaggio non è progettato per questo tipo di rischio, un container o uno scaffale possono trasformarsi rapidamente in un focolaio difficile da controllare, con conseguenze pesanti per persone, strutture e continuità operativa.
Le batterie al litio possono prendere fuoco nel momento in cui il separatore interno viene danneggiato provocando un cortocircuito e quindi un surriscaldamento interno non controllabile perché molto rapido.
I principali fattori che possono determinare questa reazione possono essere diversi tra cui il danneggiamento della stessa, un difetto di fabbrica o una temperatura molto alta.
Le batterie al litio (o accumulatori al litio) sono batterie ricaricabili che per generare energia utilizzano il litio. Grazie ad alcune caratteristiche che consentono prestazioni migliori di quelle tradizionali – sono compatte, leggere e si ricaricano rapidamente – sono largamente utilizzate in diversi campi di applicazione: dall’elettronica di consumo (smartphone, tablet, pc, fotocamere digitali) alla mobilità elettrica (biciclette, scooter, monopattini o auto elettriche), dai sistemi fotovoltaici al settore medico (pacemaker, defibrillatori), militare e aerospaziale (sonde, stelliti).
Il problema, in altre parole, non riguarda solo “quanto materiale infiammabile c’è”, ma come viene stoccato, separato e monitorato.
E con la diffusione sempre più capillare di e-bike, monopattini, utensili a batteria, carrelli elevatori e sistemi di accumulo, questo tipo di rischio riguarda ormai la quasi totalità dei magazzini e dei centri logistici, non solo i grandi hub di smistamento.
Cosa può fare davvero la differenza
La prevenzione in questo ambito non si limita ad avere l’attrezzatura giusta: parte da una gestione dello stoccaggio progettata da chi conosce davvero il rischio.
In DaVinci Service affianchiamo aziende pubbliche e private nella definizione di piani operativi di gestione e stoccaggio dei materiali pericolosi, con operatori qualificati in grado di valutare ogni aspetto critico del deposito.
Questo parte sempre da un sopralluogo diretto: i nostri tecnici si recano sul posto per verificare lo stato attuale dell’area — layout del magazzino, distanze tra le zone di stoccaggio, tipologia e quantità di batterie presenti, condizioni degli impianti elettrici e di ventilazione, presenza di sistemi di rilevazione fumi o calore.
Ciò permette di individuare in anticipo i potenziali punti critici e i rischi specifici della struttura, prima che si trasformino in un problema reale.
Sulla base di quanto rilevato, definiamo un piano operativo su misura: dalle distanze di sicurezza tra container e punti di stoccaggio, alla separazione delle diverse funzioni (stoccaggio, ricarica, quarantena dei prodotti danneggiati, gestione dei rifiuti), fino alle procedure da adottare in caso di emergenza — dallo screening ambientale iniziale fino a veri e propri piani di emergenza interna ed esterna, pensati per essere applicati concretamente dal personale in caso di necessità.
Per lo stoccaggio del litio in particolare, mettiamo inoltre a disposizione soluzioni dedicate come container antifiamma e armadi di sicurezza, pensati per contenere un eventuale evento prima che si propaghi, limitando i danni a persone, merci e strutture adiacenti.
Oltre alla prevenzione e alla gestione dello stoccaggio, offriamo anche servizi di trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi, incluse le batterie al litio — nuove, esauste o danneggiate.
Un aspetto spesso sottovalutato: una batteria danneggiata o rigonfia non può essere gestita come un rifiuto qualsiasi, ma richiede imballaggi e procedure specifiche per essere trasportata e smaltita in sicurezza, nel rispetto della normativa vigente.
Ci occupiamo dell’intero processo, dalla presa in carico fino al conferimento presso strutture autorizzate, garantendo tracciabilità e conformità in ogni fase.
Il nostro impegno non si ferma alla fase preventiva: siamo attivi 24/7/365 anche per il pronto intervento ambientale, per rispondere rapidamente quando un’emergenza è già in corso e ogni minuto conta per contenere i danni.
La prevenzione non è un costo, è un investimento
Episodi come quello di Bovisa dimostrano quanto sia rischioso affrontare la gestione del litio “quando serve”, invece che pianificarla fin da subito. Una volta che l’incendio è divampato, i margini d’azione si riducono drasticamente e i danni — a persone, strutture, merci e continuità operativa — diventano difficili da contenere, oltre che molto più costosi da riparare rispetto a un intervento preventivo.
Per questo la vera differenza si fa a monte: uno stoccaggio progettato correttamente fin dall’inizio, con distanze di sicurezza adeguate, separazione delle aree e procedure chiare, riduce drasticamente la probabilità che un piccolo problema si trasformi in un’emergenza incontrollabile.
Aspettare che accada per intervenire significa lasciare al caso qualcosa che può essere gestito con competenza.
Se gestisci un magazzino, un deposito logistico o un impianto con presenza di batterie al litio, questo è un buon momento per chiederti se la tua attuale gestione dello stoccaggio è davvero adeguata al rischio — prima che sia un imprevisto a costringerti a scoprirlo.